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I verbali della BNS segnalano un tasso di riferimento stabile allo 0%; inflazione entro l'obiettivo, rischi tariffari sotto controllo

I verbali della BNS segnalano un tasso di riferimento stabile allo 0%; inflazione entro l'obiettivo, rischi tariffari sotto controllo

October 23, 2025

Il tasso di riferimento svizzero resta allo 0% da giugno e le indagini di mercato suggeriscono che potrebbe mantenersi su questo livello fino al 2026, a condizione che l’inflazione rimanga stabile. Tale prospettiva è stata rafforzata dai recenti resoconti, che evidenziano la preferenza della BNS per una politica di tassi invariati, e dai sondaggi condotti tra gli economisti in vista della decisione di settembre.

 

Contesto commerciale e dazi

I dazi del 39% imposti da Washington su un ampio paniere di prodotti svizzeri lo scorso agosto hanno penalizzato le esportazioni verso gli Stati Uniti, sebbene l’impatto complessivo sia risultato disomogeneo tra settori e mesi. I prodotti farmaceutici sono stati in gran parte esentati, e i dati commerciali di settembre hanno mostrato una certa resilienza. Tuttavia, il rischio di un’estensione dei dazi anche al comparto farmaceutico resta sotto attenta osservazione da parte della BNS.

 

Aspetto valutario: EUR/CHF e USD/CHF

I verbali, che escludono un rapido ritorno a tassi negativi, delineano un contesto di stabilità per il franco svizzero. La coppia USD/CHF è scesa dopo la pubblicazione, poiché gli operatori hanno interpretato la posizione della BNS come un segnale di pazienza in presenza di un’inflazione contenuta, mentre i principali driver del dollaro restano determinanti. Per l’EUR/CHF, una BNS stabile implica una maggiore influenza delle dinamiche di crescita dell’area euro: le aspettative riguardo alle mosse della BCE restano quindi il principale fattore guida dell’andamento della coppia. Secondo un’analisi di UBS, dopo il taglio di giugno, interventi valutari su larga scala appaiono meno probabili nell’attuale contesto, rendendo il cambio più sensibile ai dati macroeconomici rispetto ai cicli precedenti.

Cosa monitorare in seguito: le comunicazioni della BNS riguardo alle ricadute dei dazi, l’andamento dell’IPC rispetto alla fascia obiettivo dello 0-2% e ii dati economici dell’area euro che potrebbero spingere l’EUR/CHF fuori dai recenti intervalli di oscillazione.

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